Il muro della memoria

La valorizzazione del territorio come la intendo io non è un mero esercizio di abbellimento.

Il nostro progetto, realizzato durante ventuno freddi giorni di febbraio, racconta una storia ben precisa.
Il lavoro è stato supportato, accompagnato ed amato dalla popolazione locale e in particolar modo dai Signori che avevano realmente un’idea di cosa stavamo rappresentando.
Il muro dipinto si trova in prossimità di un circolo frequentato da anziani, la maggior parte dei quali avevano avuto un esperienza diretta o indiretta con la guerra. Essi sono stati i nostri primi fruitori.
Il processo di pittura era parte integrante dell’opera: il percorso partiva dallo stendimento dei colori più cupi e dei soggetti meno felici, su uno sfondo apatico, grigio. Un angelo triste, caduto in terra. Gli scheletri del braccio, la rosa senza colore per i primi 4 giorni lasciavano un vuoto emotivo. La ricerca psicologica del colore portava ad un incupimento.
Il quinto giorno la rosa e la mano prendono vita, i petali si spargono per l’intera superficie e appare una citazione di Piero Calamandrei.

L’unica parola che rimarrà impressa per qualche giorno è Libertà.

Nei giorni seguenti L’angelo apre delle enormi ali e sul suo volto appare un sorriso di pace, le luci si accendono.
Durante la settimana il nostro Angelo lascia volare la prima, seconda e terza colomba verso la libertà.

Nell’ ultima e risolutiva parte della performance cresce un albero colorato, le farfalle dai colori caldi percorrono il muro e un fiore nasce per ultimo, a simboleggiare il valore della Libertà, di cui ce ne accorgiamo solo se viene a mancare, come il colore.

 

 

 

 

Wall of Memory


ClientComune di Trezzo sull'AddaYear2014Linkwww.youtube.com